“Atti di Polizia Giudiziaria”, recensione al manuale giuridico di Buzzanca-De Santis (di Giovanni Chiarini)

DSCF0446(In foto: l’autore Basilio Buzzanca)

Il manuale, nato nel 1987, è edito dalla “Laurus Robuffo” (Roma, http://www.laurus.tv) e giunge alla sua diciannovesima edizione (2014, con addenda  al 2016 scaricabile gratuitamente dal sito), aggiornata con le più recenti disposizioni, tra cui, in particolare, le leggi riguardanti la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, il contrasto della violenza di genere, le sostanze stupefacenti e le sostanze psicotrope, il diritto all’informazione nei procedimenti penali e la depenalizzazione. Il testo, come è stato esplicato già dall’editore, “dà una risposta certa ad ogni domanda che l’operatore di polizia giudiziaria si pone nell’espletamento della propria attività, soprattutto nell’immediatezza dei fatti, pressato dagli eventi, deve decidere secondo legge e senza nulla tralasciare”.

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(La copertina della prima edizione del testo, 1987)

La stessa presentazione al nuovo lavoro, a cui qui è corretto accennare, ci aiuta a capirne l’impostazione: come scriveva Fausto De Santis, compianto Consigliere di Cassazione e coautore del testo, “il nuovo codice di procedura penale ha attribuito alla Polizia Giudiziaria la qualità di soggetto processuale collocando, non senza motivo, le norme che la riguardano nel primo libro, immediatamente dopo quelle relative al Pubblico Ministero, sottolineando chiaramente lo stretto legame che intercorre tra P.M. e P.G. in relazione allo svolgimento delle indagini quale punto cardine del processo secondo il nuovo rito. Chiunque abbia esperienze di processi ben conosce l’importanza che hanno le indagini di P.G., specie quelle iniziali, in relazione a tutto il successivo andamento dell’iter processuale. Ne consegue che acquista notevole importanza un manuale che aiuti a trasferire sub specie iuris l’attività della P.G. che, per avere rilevanza e valenza processuale, deve essere svolta nel preciso e puntuale rispetto delle norme di procedura”.

Sono parole da condividere pienamente, e da cui è giusto partire per cercare di recensire il presente libro. Diceva bene Immanuel Kant (1724-1804) quando scriveva che “Questo può essere giusto in teoria, ma non vale per la pratica”, perchè fra la teoria e la pratica, in fondo, e per quanto la teoria possa essere completa, si richiede ancora un termine intermedio di connessione e di transizione dall’una all’altra. Al concetto dell’intelletto, che contiene la regola (teoria), si deve aggiungere un atto della facoltà di giudicare, tramite cui, colui che la pratica (praktiker), distingue se quel qualcosa di fattuale sia o no il caso della regola.Più di un secolo dopo uno dei più grandi luminari della scienza, Albert Einstein (1879-1955), ci disse che “la teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché.” Con parole più semplici, Achille Varzi, nel suo “Teoria e pratica dei confini” (Columbia University), alla domanda “c’è differenza tra teoria e pratica?” scrisse efficacemente che “In teoria no, in pratica si”. 

Questo breve accenno filosofico per dire che questo libro è certamente una spinta alla congiunzione tra teoria e pratica, che, come abbiamo visto, è un rapporto delicato e affrontato da secoli. Con parole più semplici ma altrettanto significative, il sociologo tedesco Ralf Dahrendorf (1929-2009) scrisse che “il crinale fra teoria e prassi è un luogo di sosta insicuro e, alla lunga, insoddisfacente”; niente di più vero, ma quanto mai necessario per far applicare in modo rigoroso la legge (o meglio, il diritto) e far vivere – nella realtà delle cose – quella delicata missione di giustizia cui ogni operatore di P.G. assieme all’Autorità Giudiziaria è tenuto a compiere, e che è ben racchiuso nelle parole del commissario e allora capo della squadra mobile di Palermo, assassinato il 1979 dalla mafia, Boris Giuliano: “poliziotto deriva da polis: è come un medico che cura la città”.  Nel mezzo di questo delicato ruolo occorre quindi agire con sapienza pratica.

E ora cominciamo:

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(La nuova copertina dell’opera, ultima edizione)

Il testo è strutturato in modo solido e corposo, si compone di 810 pagine (bibliografia compresa) ed è diviso in due macro aree. La prima parte, intitolata “Processo Penale e atti di P.G.” è una interessante ricognizione schematica di diritto processuale penale, che, lontana da pedanti paranoie dottrinali, riesce a rimanere scientificamente rigorosa, chiara e severa, e che riporta le nozioni utili e fondamentali. Questa predetta prima parte si divide in 12 capitoli:

1- processo penale e soggetti

2- giudice e competenza

3- pubblico ministero

4- polizia giudiziaria

5- attività ad iniziativa della P.G.

6- difensore

7- indagini preliminari

8- notizia di reato

9- condizioni di procedibilità

10- informativa della P.G.

11- documentazione dell’attività della P.G.

12- arresto in flagranza e fermo

Da una prima lettura di questo indice si nota di come siano condensate – in poco più di 230 pagine – numerose nozioni di diritto processuale penale, che appaiono fondamentali per gli operatori del settore ma anche per chi vuole procedere ad un ripasso “operativo” della materia. Questa “macro area” risulta dunque essere una sorta di agile “compendio”, essenziale sia per chi si affaccia alla materia (penso ai vari operatori di polizia che vogliano approfondire le proprie basi teoriche in modo da avere maggiore sicurezza e padronanza pratica), sia per gli studenti (spesso costretti a studiare da manuali vetusti e poco “normativi”), ma anche per chi, avendo già una conoscenza della materia, voglia procedere ad un genuino ripasso, scevro da argomentazioni e opinioni individuali e ricco di argomentazioni oggettive e soprattutto normative. Meritevole di plauso è poi l’impostazione schematica con la quale è stato costruito l’impianto di redazione della prima parte, riuscendo nell’intento – piuttosto complesso – di rimanere operativi e pratici pur senza perdere la pulizia concettuale e teorica, cosa che invece spesso accade nei tanti compendi minori o nelle dispense che oggi vanno di moda, ma che, ahimé, non brillano certamente di contenuto. Un altro suo punto di forza, che non è affatto scontato, è il continuo richiamo alle fonti legislative, fondamentale dal punto di vista pratico.

Tuttavia, il vero “cuore” del manuale è la seconda parte: uno scrigno prezioso di atti e di formulari contenente oltre 190 formule di atti di P.G. e oltre 90 schede illlustrative: sia chiaro, non è presente solo il “fac simile” dell’atto (peraltro stampabile), ma un vero e proprio esempio di verbale preceduto dai requisiti e dagli “avvertimenti” teorici fondamentali per la sua redazione. Un esempio ci può chiarire la situazione. In ogni scheda, infatti, prima del “verbale tipo” è prevista la spiegazione dei seguenti elementi:

1) competenza dell’atto

2) soggetti legittimati

3) diritto di difesa

4) adempimenti della P.G.

5) documentazione

6) termini di trasmissione del verbale

7) organo destinatario

8) norme di riferimento

9) utilizzabilità

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(Un esempio di atto ex art. 386 c.p.p. con traduzione multilingua. In foto, come si può notare, in lingua cinese: presenti anche il tedesco, francese, inglese, spagnolo)

Solo dopo questa introduzione è posto il modello dell’atto, evidentemente perché gli autori hanno voluto far intendere che una redazione “meccanica” o meramente copiativa di un “fac simile” poco serve agli operatori, che oggi – sempre di più – si trovano a dover affrontare – spesso in pochissimo tempo – quesiti tecnici e dubbi operativi sempre più complessi, e che la redazione dell’atto è solo il momento conclusivo di uno studio antecedente ben più approfondito, in cui, se si vuole che i fatti in esso riportati siano corretti, non basta una semplice e libera “narrazione”, ma occorre la consapevolezza teorica e giuridica che la possa sostenere. Ha infatti scritto, a riguardo, anche il coautore – Edoardo De Santis, Procuratore in Roma – dichiarando in prefazione che “il presente testo ha raggiunto un difficile equilibrio tra teoria e pratica, offrendo una chiara e precisa illustrazione delle norme procedurali che presiedono al corretto svolgimento dell’attività di P.G e, al contempo, palesandosi come duttile ed efficace strumento di supporto all’attività quotidiana degli operatori, che possono usufruire di modelli e schemi, strumenti altrettanto preziosi quanto l’inquadramento sistematico e l’illustrazione delle norme procedurali offerte nella prima parte.”

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 (L’esempio di un promemoria sulle modalità e sui termini delle notificazioni in relazione agli atti del P.m: più ricorrenti)

Di notevole utilità, infine, gli “specchi riassuntivi” degli atti ad iniziativa della P.G e degli atti della P.G. su delega dell’autorità giudiziaria, delle tabelle in cui è sintetizzata – per ogni atto – la competenza, la presenza facoltativa o necessaria del difensore, il tipo di documentazione con cui redigere l’atto, il termine di trasmissione, l’autorità giudiziaria competente e l’utilizzabilità in dibattimento.

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(quadro riassuntivo e relativi termini)

 

Il testo si conclude con un prontuario per gli arresti e per i fermi e dei provvedimenti contro i minorenni.

Sublime.

Giovanni Chiarini

 

(Considero corretto riportare, alla fine di questa breve recensione, la presentazione dell’editore, qui a seguito in virgolettato e corsivo: “il testo dà risposta certa ad ogni domanda che l’operatore di polizia giudiziaria si pone nell’espletamento dell’attività di P.G., soprattutto nell’immediatezza dei fatti, allorché, pressato dagli eventi, deve decidere ed intervenire secondo legge, senza nulla tralasciare. Nel volume sono riportati 96 prospetti illustrativi che forniscono tutte le indicazioni normative e pratiche che l’operatore deve osservare durante l’esecuzione dell’atto e immediatamente dopo: competenze, diritti della difesa, adempimenti, termini di trasmissione, organo destinatario, utilizzabilità anche in sede di testimonianza, fonti normative di riferimento. Dispone anche di tabelle sinottiche, del prontuario dell’arresto e del fermo aggiornato e di oltre 190 formule di atti di P.G. Tramite un link e un codice QR indicati all’interno del volume è inoltre possibile accedere al file in formato word di ogni singolo schema di verbale, con la possibilità quindi di compilarli, modificarli e salvarli. La nuova edizione è aggiornata con le più recenti disposizioni, in particolare con le leggi riguardanti la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, il contrasto della violenza di genere, la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria, stupefacenti e sostanze psicotrope, diritto all’informazione nei procedimenti penali. Nella seconda parte, sono state riviste e aggiornate con le nuove disposizioni molte formule, in particolare quelle riguardanti la notizia di reato, l’arresto, il fermo, i provvedimenti a carico dei minori e l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare e degli arresti domiciliari, con l’inserimento dei modelli di comunicazione scritta, in lingua italiana tradotta in varie lingue straniere, da consegnare all’interessato. Il testo si caratterizza per la sua freschezza e attualità, confermandosi sicuro punto di riferimento di tutti gli operatori delle forze polizia, dei frequentatori dei corsi di formazione e aggiornamento, delle polizie locali, degli investigatori privati, dei magistrati e degli avvocati.)

 

NOTE PERSONALI SULL’AUTORE:

Basilio Buzzanca è autore di numerose pubblicazioni di Polizia Giudiziaria. Le più importanti di queste sono: Compiti e poteri degli Ufficiali e Agenti di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza  (Due volumi),  il Nuovo Processo Penale,  Atti di Polizia Giudiziaria,  Il Concorso a Vicesovrintendente della Polizia di Stato, Concorso a Ispettore Superiore della Polizia di Stato. Ha collaborato all’aggiornamento della XXIV edizione del Codice penale e Codice di Procedura Penale di Enzo Fileno Carabba. Ha tenuto vari corsi di aggiornamento al personale del Corpo della Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di L’Aquila. Dal 2005 al 2006 ha insegnato Diritto Penale presso la Scuola della Polizia di Stato di Spoleto per i corsi da Vicesovrintendente. Negli stessi anni è stato docente di “Attività di P.G. e Attività di P.S.” presso la Scuola di Formazione del Corpo di Polizia Penitenziaria di Sulmona.

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(L’autore durante il lavoro nella sezione di P.G.)

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